Organizzazione istituto

PARTE PRIMA – ORGANIZZAZIONE DELL’ISTITUTO

1.1. ORGANI COLLEGIALI

1.1.1. COLLEGIO DEI DOCENTI

Il Collegio dei docenti è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo in servizio  nell’istituto, ed è presieduto dal Dirigente Scolastico.

È il più importante tra gli organi collegiali della scuola, responsabile dell’impostazione didattico- educativa, in rapporto alle particolari esigenze dell’istituzione scolastica e in armonia con le decisioni del Consiglio d’Istituto.

Le competenze del collegio docenti sono stabilite dall’art. 4 del DPR 416/74 e dall’art. 7 del D.Lvo 297/94; al collegio dei docenti compete in particolare l’elaborazione del Piano dell’offerta formativa (P.O.F.), a norma dell’art. 3 del d.P.R.08.03.1999, n. 275.

Il collegio viene convocato dal Dirigente Scolastico ogni qualvolta ve ne sia necessità o su richiesta scritta di 1/3 dei componenti.

La convocazione del collegio viene inviata per iscritto a tutte le scuole. L’avviso di convocazione, con il relativo ordine del giorno,viene affisso all’albo della scuola.

La convocazione deve essere resa nota con almeno cinque giorni di preavviso. In casi di particolare e comprovata urgenza e gravità, la convocazione può avvenire con un preavviso di 24 ore.

Il docente vicario ha l’incarico di segretario del collegio e di redigere il verbale.

1.1.2. IL CONSIGLIO D’ISTITUTO

Il Consiglio d’Istituto è l’organo di governo della scuola; esso esercita le attribuzioni stabilite dagli articoli 3-4-6- del DPR 416/74 e dall’art.10 del D.Lgs 297/94 ed ha competenze generali per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione dell’attività scolastica.

Componenti del Consiglio d’Istituto

Il Consiglio d’Istituto è costituito da 19 componenti, di cui 8 rappresentanti del personale docente, 2 rappresentanti del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, 8 rappresentanti dei genitori degli alunni e dal Dirigente Scolastico.

Il direttore dei servizi generali e amministrativi, qualora non appartenesse alla componente degli eletti, partecipa alle riunioni del consiglio in qualità di consulente

Il Consiglio può decidere a maggioranza di invitare consulenti esterni quando lo ritenga necessario.

Il Consiglio può articolare i suoi lavori in commissioni di lavoro.

Presidenza del Consiglio d’Istituto.

Il Consiglio d’Istituto è presieduto dal Presidente ed in sua assenza dal Vice Presidente. Se questi è assente o impedito, la presidenza sarà assunta dal rappresentante dei genitori più anziano d’età.

Convocazione del Consiglio di Istituto

Il Consiglio d’Istituto si riunisce in sedute ordinarie almeno due volte all’anno:

  • per l’approvazione del bilancio preventivo;
  • per l’approvazione del conto consuntivo.

Si riunisce altresì tutte le volte che si rende necessario. e

Il Consiglio d’Istituto viene convocato dal Presidente, su richiesta della Giunta Esecutiva o su richiesta scritta di 1/3 dei membri del consiglio stesso. La convocazione deve essere effettuata almeno 5 giorni prima rispetto alla data della riunione con lettera diretta ai singoli membri, recante l’indicazione dell’ordine del giorno. Nei casi urgenti è sufficiente che i consiglieri vengano convocati telefonicamente, un giorno prima della seduta.

Copia della convocazione viene trasmessa ad ogni scuola dell’Istituto, perché sia affissa ai relativi albi e pubblicata sul sito web dell’istituto, lo stesso giorno in cui vengono inviati gli avvisi di convocazione ai membri del consiglio.

Sede delle riunioni.

Il Consiglio d’Istituto si riunisce di norma nella sede della dirigenza in orario extrascolastico. Le riunioni si svolgono in orario compatibile con gli impegni di lavoro dei componenti.

Le sedute si devono ritenere valide ad ogni effetto, quando siano presenti la metà più uno dei consiglieri in carica.

Se la trattazione degli argomenti previsti non viene ultimata e si delibera di rinviare la seduta, occorrerà che l’avviso di rinvio sia sempre diramato ai consiglieri assenti.

Ordine del giorno

Gli argomenti vengono trattati nell’ordine in cui sono iscritti nell’avviso di convocazione.

Potranno essere avanzate proposte d’inversione dell’ordine del giorno sia da parte del Presidente, sia da parte dei consiglieri.

Le proposte non incluse nell’ ordine del giorno potranno essere sottoposte a deliberazione se accettate dalla maggioranza qualificata dei presenti. In caso contrario il Consiglio può decidere d’iscriverle nell’ ordine del giorno della successiva seduta.

Dal momento in cui inizia la votazione su un argomento sottoposto al giudizio del Consiglio, nessuno può prendere la parola.

Verbali

Di ogni seduta viene redatto il processo verbale, steso su apposito registro e firmato dal Presidente e dal Segretario; esso deve contenere l’oggetto delle discussioni, i nomi degli assenti, l’esito delle eventuali votazioni.

Ogni membro del Consiglio può chiedere che venga posta a verbale una propria dichiarazione.

Il segretario è scelto dal Presidente, tra i membri del Consiglio.

Attribuzioni del Consiglio d’ Istituto

  1. Il consiglio d’ Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento.
  2. Esso delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e dispone in ordine all’impiego dei mezzi finanziari per quanto concerne il funzionamento amministrativo e didattico dell’istituto.
  3. Il consiglio di istituto, fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di intersezione, di interclasse, e di classe, ha potere deliberante, su proposta della giunta, per quanto concerne l’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, nelle seguenti materie:
    1. adozione del regolamento interno dell’istituto che deve fra l’altro, stabilire le modalità per l’uso delle attrezzature sportive, per il funzionamento di strumenti culturali, didattici e, per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola nonché durante l’uscita dalla medesima, per la partecipazione del pubblico alle sedute del consiglio ai sensi dell’articolo 42;
    2. acquisto, rinnovo e conservazione delle attrezzature tecnico-scientifiche e dei sussidi didattici, compresi quelli audio-televisivi e le dotazioni librarie,  acquisto dei materiali di consumo occorrenti per le esercitazioni;
    3. adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali;
    4. criteri generali per la programmazione educativa;
    5. criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi di istruzione;
    6. promozione di contatti con altre scuole o istituti al fine di realizzare scambi di informazioni e di esperienze e di intraprendere eventuali iniziative di collaborazione;
    7. partecipazione dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo;
    8. forme e modalità per lo svolgimento di iniziative assistenziali che possono essere assunte dall’istituto.
    9. Il consiglio di istituto indica, altresì, i criteri generali relativi alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, all’adattamento dell’orario delle lezioni e delle altre attività scolastiche alle condizioni ambientali e al coordinamento organizzativo dei consigli di intersezione, di interclasse o di classe; esprime parere sull’andamento generale, didattico ed amministrativo dell’istituto e stabilisce i criteri per l’espletamento dei servizi amministrativi.
    10. Esercita le funzioni in materia di sperimentazione ed aggiornamento previste dagli articoli 276 e seguenti.
    11. Esercita le competenze in materia di uso delle attrezzature e degli edifici scolastici ai sensi dell’articolo 94.
    12. Delibera, sentito per gli aspetti didattici il collegio dei docenti, le iniziative dirette alla educazione della salute e alla prevenzione delle tossicodipendenze previste dall’articolo 106 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990 n. 309.
    13. Si pronuncia su ogni altro argomento attribuito dal testo unico, dalle leggi e dai regolamenti, alla sua competenza.
    14. Sulle materie devolute alla sua competenza, esso invia annualmente una relazione al provveditore agli studi e al consiglio scolastico provinciale.

Prerogative dei componenti del Consiglio d’Istituto

I membri del Consiglio possono partecipare, con diritto di parola, ma senza diritto di voto, alle riunioni dei consigli di classe e interclasse.

I membri del Consiglio possono accedere alle scuole dell’Istituto, durante l’orario delle lezioni, previo accordo con gli insegnanti o dietro autorizzazione del Dirigente Scolastico.

Su richiesta, possono accedere alla segreteria, oltre l’orario di apertura al pubblico.

1.1.3. LA GIUNTA ESECUTIVA

La Giunta esecutiva è composta da un docente, un ATA e due genitori; ne fanno parte di diritto il Dirigente Scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’istituto, e il Direttore dei servizi generali e amministrativi, che svolge anche funzioni di segretario della giunta stessa. La giunta esecutiva è convocata dal Dirigente Scolastico.

L’ordine del giorno è formulato dal Presidente e contiene gli argomenti proposti dalla Giunta Esecutiva e dai singoli consiglieri. All’ordine del giorno vengono allegati i documenti relativi alle singole proposte, qualora esse vengano formulate dai singoli consiglieri.

Le elezioni della Giunta Esecutiva hanno luogo a scrutinio segreto. Tutti i genitori del Consiglio sono candidati.

Il Consiglio può deliberare di eleggere, sempre tra i genitori, anche un vice presidente, da votarsi secondo le modalità previste per l’elezione del Presidente.

Le sedute sono valide quando sono presenti la metà dei componenti della Giunta.

Per quanto riguarda le competenze, la giunta esecutiva:

  1. predispone il bilancio preventivo e il conto consuntivo; prepara i lavori del consiglio di circolo o di istituto, fermo restando il diritto di iniziativa del consiglio stesso, e cura l’esecuzione delle relative delibere;
  2. contro le decisioni in materia disciplinare della giunta esecutiva è ammesso ricorso al provveditore agli studi che decide in via definitiva, sentita la sezione del consiglio scolastico provinciale avente competenza per il grado di scuola a cui appartiene l’alunno.

1.1.4. CONSIGLI DI CLASSE INTERCLASSE E INTERSEZIONE

I consigli di intersezione (per la scuola dell’infanzia), di interclasse (per la scuola primaria) e di classe (per la scuola secondaria di primo grado) ai sensi dell’art.3 del DPR 416/74 e dell’ art. 5 del D.Lvo 297/94 si riuniscono in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni, col compito di formulare al collegio dei docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione e con quello di agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori ed alunni.

Convocazione, presidenza e verbalizzazione delle sedute.

Ogni consiglio di intersezione, di interclasse e di classe è convocato dal Dirigente Scolastico, oppure su richiesta scritta di un terzo dei suo i componenti.

La convocazione dei consigli avviene con avviso scritto o telefonico. L’avviso di convocazione, con il relativo ordine del giorno, viene affisso all’albo della scuola.

La convocazione deve essere resa nota ai componenti dei consigli con almeno cinque giorni di preavviso. I casi di particolare e comprovata urgenza e gravità, la convocazione può avvenire con un preavviso di 24 ore.

È dovere dei docenti far prevenire ai genitori le comunicazioni sopra indicate nel più breve tempo possibile.

I consigli di intersezione, interclasse e di classe nella loro composizione completa, dovranno riunirsi, di norma, almeno una volta ogni bimestre.

I consigli sono presieduti dal Dirigente Scolastico o, per sua delega, anche verbale, dall’insegnante coordinatore di plesso.

Il Dirigente scolastico o il docente delegato a presiedere la seduta, nomina un segretario tra i docenti presenti. Il segretario è tenuto a redigere un verbale sull’apposito registro conservato presso la scuola. Copia di tale verbale deve essere redatta e messa a disposizione entro i cinque giorni lavorativi successivi alla seduta. Per la nomina del segretario si dovrà seguire, di norma, il criterio della turnazione.

1.1.5. ASSEMBLEE DEI GENITORI

La convocazione e lo svolgimento delle assemblee dei genitori sono regolati dall’art. 3 del DPR 416/74 e dall’art. 15 del D.Lgs. 297/94.

Convocazione

Le assemblee dei genitori potranno svolgersi su richiesta dei docenti, del Dirigente Scolastico, dei rappresentanti dei genitori eletti nel consigli di classe, interclasse e intersezione o su richiesta di almeno un terzo dei genitori.

La convocazione delle assemblee avviene per iscritto, a mezzo del diario degli alunni o telefonicamente. L’avviso di convocazione, con il relativo ordine del giorno, viene affisso all’albo della scuola.

Nella convocazione devono essere elencati gli argomenti all’ordine del giorno.

La convocazione deve essere resa nota ai genitori con almeno cinque giorni di preavviso. I casi di particolare e comprovata urgenza e gravità, la convocazione può avvenire con un preavviso di 24 ore.

È dovere dei docenti far pervenire ai genitori le comunicazioni sopra indicate nel più breve tempo possibile.

La data e l’orario di svolgimento di ciascuna di esse debbono essere concordate di volta in volta con il Dirigente Scolastico In ogni caso devono essere convocate in orario non coincidente con quello delle lezioni.

Partecipanti e svolgimento delle assemblee.

Possono partecipare alle assemblee con diritto di parola, oltre ai genitori, anche il Dirigente Scolastico e gli insegnanti. Nei casi in cui lo si ritenga opportuno l’assemblea può aprirsi anche alla partecipazione del personale non docente.

I richiedenti possono proporre la partecipazione di esperti o rappresentanti degli Enti Locali, secondo gli argomenti messi all’ordine del giorno. La partecipazione di personale esterno alla scuola deve essere autorizzata dal Dirigente scolastico.

L’assemblea elegge di volta in volta un presidente pro tempore che può essere riconfermato nelle assemblee successive. Di norma il presidente è eletto per votazione palese. Il presidente nomina il segretario. Il presidente regola l’andamento dell’assemblea.

1.1.6. COMITATO MENSA

Ogni scuola può costituire il comitato mensa.

I componenti del comitato mensa sono genitori eletti annualmente in concomitanza con le elezioni dei consigli di classe, interclasse, intersezione. La loro carica ha durata annuale. Il Dirigente Scolastico è membro di diritto del comitato.

I genitori componenti il comitato mensa sono non meno di tre e non più di sei per ogni servizio mensa a seconda del numero degli alunni.

La distribuzione degli incarichi tra scuola dell’infanzia e scuola primaria sarà proporzionale alle dimensioni delle scuole.

Il Comitato mensa ha competenza su:

  1. controllo della qualità e quantità dei cibi;
  2. controllo della corrispondenza tra il menù programmato e quello reale;
  3. partecipazione alle riunioni con i rappresentanti dell’Ente Locale, responsabile del servizio, per comunicare i rilievi emersi dai controlli e proporre interventi correttivi o di controllo.

Nell’effettuare le visite alle scuole durante l’orario mensa, i componenti il comitato non potranno entrare dei locali cucina. Essi avranno cura, in collaborazione con gli insegnanti, di non intralciare le attività durante la somministrazione del pasto che si qualifica come momento educativo. Le informazioni acquisite nel corso delle visite possono essere comunicate solo ed esclusivamente al Consiglio di Istituto o al Dirigente Scolastico e ai responsabili del servizio mensa del comune di riferimento.

Il Consiglio d’Istituto e/o il dirigente scolastico, sentito lo stesso comitato, decideranno quali iniziative intraprendere per ovviare ad eventuali disservizi.

Il comitato mensa si riunisce almeno due volte all’anno su convocazione del Dirigente Scolastico.

Ogni comitato nomina tra i suoi membri un segretario, incaricato di redigere i verbali e di informare il Consiglio d’Istituto sull’andamento del servizio. Il Dirigente Scolastico provvederà a far affiggere all’albo della scuola i verbali.

1.2. RAPPORTI CON GLI ENTI LOCALI

L’Istituto si impegna collaborare con gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, affinché si individuino procedure ed interventi atti a garantire:

  • ambienti educativi funzionali ed igienici;
  • servizi assistenziali di mensa e trasporto;
  • definizione di una politica scolastica del territorio tesa all’innalzamento della qualità dei servizi.

1.3. UTILIZZO DEI LOCALI SCOLASTICI

Il Consiglio può autorizzare l’utilizzo degli edifici e delle attrezzature fuori dall’orario scolastico per attività che realizzino la funzione della scuola come centro di promozione culturale, sociale e civile. L’autorizzazione anche a privati dovrà prevedere la stipula di convenzioni.

Qualora sia l’Ente Locale proprietario dell’edificio a richiedere per sé o per altri l’utilizzo dei locali dovrà fare formale richiesta all’Istituto.

Nella convenzione dovranno essere stabiliti: i soggetti responsabili privati o pubblici che richiedendo l’utilizzo degli edifici si assumono la responsabilità di quanto viene dato in disponibilità, qualora vi siano spese per personale, pulizie, consumo di materiali ed energie (acqua, luce, riscaldamento), impiego di servizi strumentali (fotocopie, ecc..); esse non potranno essere in nessun caso a carico della scuola. Ogni concessione che preveda l’uso di materiali ed energie (acqua, luce, riscaldamento) di pertinenza dell’Ente Locale dovrà prevedere l’assenso dello stesso. Nella convenzione verranno anche stabilite le modalità di corresponsione di contributi per l’utilizzo degli edifici e delle attrezzature che il richiedente dovrà all’istituto  e che potranno configurarsi in oneri monetari e/o in offerta di materiale ed attrezzature.

Il Consiglio d’Istituto delega il Dirigente Scolastico ad autorizzare l’utilizzo dei locali nei limiti di quanto sopra indicato.